dicembre, 2010

dic 07 2010

Richiedere fido bancario

Pubblicato da in Finanziamento

Il fido bancario è una forma di finanziamento richiesto dalle aziende che necessitano di risorse finanziarie.

Il fido è l’importo massimo che la banca è disposta ad accordare sotto forma di credito a un cliente che ne abbia fatto richiesta, dopo averne accertato le capacità finanziarie, reddituali, patrimoniali ecc.

Proprio per verificare tali capacità la banca avvia una serie di accertamenti. Per quanto riguarda le imprese verranno valutate le capacità reddituali-finanziarie. Viene analizzato in particolar modo il cash-flow, flussi di cassa, che viene generato nella gestione.

I fidi possono essere concessi:

  • dietro garanzie;
  • in bianco, senza garanzie avendo piena fiducia nel cliene;
  • dietro garanzie personali (fidejussioni o avalli).

La garanzia non aumenta però la sovlibilità del debitore, ma assicura alla banca, nel caso in cui si verifichi l’inadempimento, un recupero più veloce del credito.

L’istruttoria di fido è composta da quattro fasi:

  • accertamento dati e raccolta informazioni;
  • analisi quantitative;
  • analisi qualitative;
  • relazione fido.

Una volta stabilito il fido che merita un cliente, si concederà a questo il fido potenziale secondo la norma del frazionamento dei rischi, un importo minore che corrisponderà al fido accordato.

Il cliente spesso non utilizza tutto il fido, generando cosi un problema per la banca che sarà obbligata a mantenere a disposizione un importo che se non usato completamente non produrrà interessi. Tale atteggiamento oltre a essre infruttifero per la banca, può indurre il cliente a non dare troppa importanza alla pianificazione e gestione della propria liquidità, poichè può contare su una somma che l’istituto gli mette a disposizione.

Ciò può portare a un crescente indebitamento che genererebbe difficoltà di sopportazione e di crescenti oneri finanziari.

La banca revisiona periodicamente la situazione del cliente, giudicandola in:

  • regolare (senza difficoltà nel recupero);
  • incagliata (qualche difficoltà nel recupero che genera una rivisitazione della posizione);
  • in sofferenza (per il reupero si è passati alle vie legali).

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dic 01 2010

Prestiti Inpdap: finanziamento agevolato dipendenti

Pubblicato da in Finanziamento

L’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, si occupa dei dipendenti statali e dei pensionati della pubblica amministrazione.

L’attività principale dell’Inpdap consiste:

  • nella liquidazione
  • nel pagamento delle pensioni,
  • dei trattamenti di fine rapporto,
  • dei trattamenti di fine servizio.

L’Inpdap si occupa anche di concedere crediti sotto forma di prestiti e mutui ai dipendenti pubblici e ai pensionati, e ai loro familiari, della pubblica amministrazione.

Oltre ai Mutui Inpdap, i prestiti concessi dall’Inpdap hanno dei tassi agevolati e vengono concessi:

  • tramite un Fondo comune dell’istituto,
  • tramite società finanziarie convenzionate.

L’offerta di prestiti si divide in 3 gruppi:

  • Piccoli prestiti; prestiti che vanno rimborsati entro 12, 24 o 36 mesi e vengono concessi per risolvere improvvise ed urgenti necessità di denaro. La somma massima che viene concessa dipende dalla durata del prestito, ma comunque non può superare tre mensilità medie nette dello stipendio o della pensione e non può superare gli 8000 mila euro. Sui rimborsi viene applicato un tasso d’interesse nominale annuo del 4,25%, più un aumento del 0,50% per le spese di amministrazione e un premio fondo rischi che è una quota variabile.
  • Prestiti pluriennali diretti; prestiti della durata di 5 o 10 anni per somme di denaro necessarie a far fronte a problemi finanziari documentati. La rata mensile non può essere superiore ad un quinto delle stipendio (o della pensione) e viene applicato un tasso d’interesse molto vantaggioso del 3,50%, a cui si devono sommare le spese di amministrazione sempre dello 0,50% e il premio fondo rischi.
  • Prestiti pluriennali garantiti; prestiti con caratteristiche similari al prestito al punto precedente, con la differenza che l’Inpdap garantisce contro i rischi di decesso dell’iscritto, di cessazione del servizio prima della pensione e di riduzione dello stipendio. Un altro fattore che cambia rispetto ai prestiti pluriennali diretti è il tasso applicato, che in questo caso è variabile e viene stabilito dagli Istituti di credito e dalle Società finanziarie che erogano effettivamente il denaro.

Per altre informazioni è utile consultare il sito dell’Inpdap.

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